Supernotes, Agente Kasper – Luigi Carletti

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Supernotes, Agente Kasper - Luigi CarlettiL’inferno esiste, sostiene Kasper, agente segreto sotto copertura. Lui c’è stato. Trecentosettantatré giorni di prigionia vengono raccontati in questo libro. Ma non solo. Della vicenda di questo agente italiano non si è parlato molto. Non durante la prigionia, neppure dopo. Perché Kasper non è un personaggio che suscita crociate in sua difesa, scrive Carletti, l’autore del libro. È un personaggio scomodo e assolutamente anomalo per l’intelligence italiana. Certe sue imprese sono acrobatiche al limite dell’inverosimile. È uno che rischia. Si assume responsabilità e spesso resta solo. Se qualcosa va male, ricordati che sarai solo. Questo gli dicevano i suoi superiori. E così è stato nell’inferno cambogiano o nordcoreano. La sua inchiesta l’aveva portato a scoprire laggiù una zecca americana. Un dollarificio nello stato più canaglia del pianeta. Le supernotes, infatti, sono dollari falsi, ma praticamente perfetti. In certi Paesi circolano in notevole quantità. Scopre, Kasper, che fin dal dopoguerra gli Usa hanno stampato banconote speciali, destinate a pochi, utili amici. Per pagare l’oppio, l’eroina e molto altro. Per pagare, paradossalmente, operazioni come la stessa in cui si trova prigioniero. Per quel che lo riguarda, scopre che con le supernotes si acquista anche un biglietto per l’inferno, di sola andata. Scopre di essere la pistola alla tempia di qualcuno. Scopre che il potere oscuro viaggia sotto copertura del potere ufficiale, legittimo. Giusto. Che dal 2001, data cruciale, in nome della sicurezza si sono aperte le wet operations. Ciò che si fa ma è meglio non dire nella lotta al terrorismo. Scopre che bisogna sempre aver paura. Se non hai paura sei già morto. Che gli attrezzi della tortura livellano le differenze sociali. Gli esseri umani dimenticano chi sono stati e pensano, semplicemente, a cosa potrebbero diventare. Che Questi qua sono di un mondo che gioca alla guerra quando la guerra non c’è, e se invece c’è, è perché se la sono dichiarata tra loro e la combattono sulla pelle della gente comune. Che despoti governano con il terrore, ma finanziano tour operator per essere accreditati come paesi tra le mete più interessanti. Scopre infine che l’obiettivo principale di certe operazioni non è mai quello dichiarato e che si fanno solo per valutarne la tenuta e, nel caso, adottare contromisure per il raggiungimento dell’invulnerabilità.

Resta vivo, Kasper. Resta vivo perché Darrha, terribile comandante cambogiano, ha deciso che ucciderlo sarebbe stato un lusso. Avrebbe potuto farlo in quella terra che da anni non fa che masticare corpi umani. Ma sarebbe stato uno spreco tipicamente occidentale. Kasper infatti paga per restare vivo. Sua madre invia soldi a quel capo del mondo col sistema più semplice che esista, ma nessuna inchiesta da parte italiana. La giustificazione è che sulla vicenda si debba fare il meno rumore possibile.

Il suo avvocato piange. È donna. Ma solo perché le donne di carattere quando s’incazzano sul serio piangono. Così si ricaricano. Sa che sta sbattendo contro un muro di gomma perché qualcuno che conta vuole così.

Anche Kasper piange. Ormai alla fine della sua prigionia, perché ha quasi ammazzato un uomo per difendersi. Eppure lui era uno totalmente operativo. Militarmente addestrato a fare ciò che si deve fare. Ma piange. Per il mondo e per se stesso.

La lettura di questo libro scorre veloce. La storia coinvolge dando fondo ad ogni immaginazione, ad ogni trama. Proprio come Barbara, l’avvocato, ci si indigna. Ci si sente marginali e inutili.

There’s so many different worlds

So many different suns

And we have just one world

But we live in different ones

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Autore: Vita Marinelli

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