L’uomo di vetro, Vittorino Andreoli

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L'Uomo di Vetro

L’Uomo di Vetro

La forza dell’uomo dev’essere nella consapevolezza che può rompersi. Perché lui, l’uomo, è un uomo di vetro.

Questo il senso del libro di Vittorino Andreoli. Un elogio alla fraglità umana, considerata valore. L’autore racconta della sua esperienza di psichiatra per dirci della fragilità, ovvero della nostra principale identificazione in questo mondo. Per dirci del dolore, poi, come di una qualità dell’essere fragile. Per dirci della paura che mantiene il dolore anche se è ormai diminuito. Per dirci della saggezza anche, che permette una conoscenza allargata del mondo, fatto di persone e non di oggetti. Per dirci dei sensi di colpa e, ancora, del saggio che ama scusarsi. E poi del pessimismo del saggio.

Il libro è stato da più parti criticato su questo ultimo punto. Come fosse il racconto autobiografico di uno psichiatra pessimista e che ha paura della morte. Il suo pessimismo è un pessimismo attivo, di conoscenza del male che governa il mondo. E la paura della morte comprensibile. La fraglità, nel senso di consapevolezza, che può aiutarci a vivere, non serve per morire.

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Vita Marinelli

Autore: Vita Marinelli

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