La puttana del tedesco, Giovanni d’Alessandro

Tags: , , , , ,

La Puttana del Tedesco

La Puttana del Tedesco

Il libro si apre e si chiude con gli anni duemila, ma quasi tutto l’intero racconto si svolge in quelli della seconda guerra mondiale.

Protagonista è Ada, una montanara bellissima scesa a Sulmona in sposa. Per lei la vita sembra finire prima che per le altre ragazze della sua età. Resta vedova quando quelle aspettano mariti o fidanzati, o semplicemente la fine della guerra. Ha due figli piccoli, a volte chiede aiuto ai suoceri, e si adatta ad ogni tipo di lavoro che svolge sempre al meglio.

All’indomani dell’armistizio del settembre ’43 le truppe tedesche calano sull’Appennino centrale per attestarvi la linea Gustav. Anche l’Abruzzo pagherà il suo tributo alla guerra, fatto di devastazione, violenza e macerie. E diffidenza. Solo i bambini e i vecchi sapranno distinguere tra buoni e cattivi. Se giocano a calcetto e lasciano tirare in porta un bambino sono di sicuro buoni. Helm è tra questi. Gioca a calcetto e, prima ancora di innamorarsene, ha salvato Ada durante l’assalto ad un magazzino e le ha lanciato una tavoletta di cioccolata per suo figlio. Tutta la storia è il racconto dell’amore tra la giovane vedova e il soldato tedesco, che in realtà è austriaco. Ada è caparbia e coraggiosa, senza ansie nell’attesa e neppure una lingua comune d’amore, devota al capezzale dell’amante ferito. Ha un buon amico, don Liborio. Personaggio il più riuscito, questo. Convincente e giusto. Senza moralismi né bigottismi, un sacerdote rivoluzionario.

La bellezza di questo libro non è tanto nella storia d’amore che è degna del miglior romanzo rosa, quello di una donna che può amare riamata. Ci saranno state, e ci sono, molte Ada durante le guerre, poi. La bellezza, invece, sta nel mostrare al lettore come anche dalla parte che, semplicisticamente, viene definita nemica ci possa essere disperazione. Ci possa essere la stessa devastazione interiore, la stessa paura, il voler tornare ad una vita normale, senza la guerra. Avviene raramente in letteratura.

Il libro non è disponibile nell’edizione ufficiale. Il testo che circola in rete evidenzia molti refusi ed una punteggiatura discutibile che rendono difficile la lettura. I discorsi diretti non vengono mai chiusi, tanto da farne apparire efficaci solo alcuni e quando parla Ada, già aspra, sembra che perda di bellezza. Peccato per il lettore, ma soprattutto per l’autore che vede un suo lavoro, ben riconosciuto, violentato da una sconsiderata pubblicazione. Ma le storie, se sono belle, si salvano.

Tra i lettori di questo libro non ce ne sarà uno che non vorrà assaggiare gli òrapi, la verdura selvatica del monte Morrone, ampiamente narrata nel rituale della ricerca e della raccolta. La verdura della vittoria.

 

Ti piace l'articolo? Iscriviti ai nostri Feed!

Autore: Vita Marinelli

Condividi Articolo su

Invia un Commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Pin It on Pinterest

Share This