La malattia chiamata uomo, Ferdinando Camon

Tags: , , , ,

La Malattia Chiamata Uomo

La Malattia Chiamata Uomo

La malattia chiamata uomo, questo il titolo di una storia di analisi. Una storia lunga sette anni fra due uomini, paziente e medico, fatta di silenzi e rituali, e di parole che non si possono dire in nessun altro luogo. Una storia di intimità. Di traduzione.

La storia parte da prima, però. Da altri tentativi di intesa, riusciti male, svolti dall’io narrante con altri analisti. Si legge una critica a certo modo di fare analisi. Alle analisi collettive, ad esempio. O a quelle incapaci di non includere nelle sedute troppi rumori della quotidianità. Uno sciacquone del water, un figlio che corre, una moglie che parla al telefono appena un muro di là.

Poi, finalmente, dopo due anni di attesa, il medico giusto.

Non ha pudore l’autore a raccontare di un uomo che torna a casa come dissanguato, svuotato. Un uomo che si cerca tutti i mali nelle miserie del corpo e gioisce se ne trova. Quando un problema veniva fuori, tutti i problemi venivano fuori. E il sesso, sempre troppo ingombrante.

L’uomo è una nevrosi provvisoria nella nevrosi cronica della storia, scrive Camon. La sua malattia è l’incapacità di dire tutto. La lingua è il virus di questa malattia. Più l’uomo diventa uomo e si differenzia dall’animale, più si ammala.

Nella storia, ma pare anche in generale nella realtà, l’analisi finisce quando il paziente riconduce il suo analista a uomo. Quando lo ridimensiona. Non è più un mago. Non è più un traduttore.

Quando, dopo sette anni, quattro volte a settimana, del suo medico può dire: io non lo conosco.

Ti piace l'articolo? Iscriviti ai nostri Feed!

Vita Marinelli

Autore: Vita Marinelli

Condividi Articolo su

Invia un Commento

Pin It on Pinterest

Share This