Iris De Santis

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Piangi PureIris De Santis la incontra il lettore di Piangi pure di Lidia Ravera.

Iris ha settantanove anni, taglia 42, frangetta, capelli sottili raccolti in una treccia, cappello, pantaloni di seta. E beve il Pernod.

Con l’età è diventata tirchia, da giovane spendeva con una leggerezza celestiale. Non si pente mai di nulla perché il pentimento porta il rimpianto e il rimpianto è uno dei due sentimenti che non può assolutamente permettersi. L’altro è l’amore.

Da ragazza scriveva ininterrottamente, perché non aveva problemi con le articolazioni delle dita. Ma anche perché andava fiera della sua anima. Ora, non è certa d’averne una, di anima. Ha messo un’ipoteca sulla sua vita, speculando sulla data della sua morte. Ha venduto la sua casa, con anche lei dentro.

È una vecchia solitaria, vive ogni sortita come un appuntamento. Si attiene sempre agli stessi orari per trasformare un passante in una conoscenza occasionale e una conoscenza occasionale in amicizia. Ha metodo.

Tre giorni alla settimana sale le scale a piedi, fino al sesto piano. Evita i cambiamenti profondi. Non è riuscita neanche ad invecchiare.

Della vecchiaia non tollera che nessuno ti dia mai il suo numero di telefono.

Accetta di soffrire per nobili e decifrabili motivi. Non accetta di soffrire a vanvera.

Non è bassa, non inarca la colonna vertebrale. Riconosce ancora il desiderio d’essere bella per qualcuno. Non indossa mai un costume poco decente, anche se non aspetta nessuno. Lo fa per rispetto di se stessa.

Pensa che rinunciare a un’occasione di godimento per punire l’uomo che te la offre sia una pratica masochista. Lo faceva da giovane. Ora, nella sua condizione, sarebbe addirittura autolesionismo estremo.

Iris si innamora. A settantanove anni. Con malinconica leggerezza.

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Vita Marinelli

Autore: Vita Marinelli

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