In quel che resta del tempo, Maria Paoloni

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Cecilia è una donna che sta per compiere 70 anni quando viene aggredita senza alcun preavviso dal pensiero del tempo che le resta. Da vivere. Un pensiero che spalanca le porte al panico e trascina con sé, senza possibilità di fuga, i fantasmi di realtà già sperimentate, tenuti in qualche modo a bada, dalla malattia alle ripetute
ospedalizzazioni disumanizzanti e àgita freneticamente lo spettro già noto del decadimento fisico inarrestabile e della perdita di qualunque ruolo sociale, se non quello di vecchia.

Cecilia è una donna che si è fatta da sola, positiva, in strettissimo rapporto con sé, si vuole proprio bene, non si mente mai e per questo sa che nessuna delle persone amiche potrà aiutarla ad affrontare la frana emotiva che il pensiero ha messo in moto. Le serve qualcuno che non usi con lei sguardi e parole inutilmente consolatori e che, al bisogno, sia disponibile, raggiungibile sempre.

Un estraneo. Da trovare subito, ché l’angoscia preme sull’anima. Un barbone. Lo trova, scoprirà molto più avanti che si chiama Giordano. Gli si siede accanto, gli chiede di ascoltarla e aiutarla a trovare risposte e comincia a parlargli del pensiero che, per associazioni libere, riporta a galla ricordi della sua vita bambina, quando non era stata amata e non le era stato permesso di amare. E poi la sua vita giovane, quando aveva deciso che avrebbe colmato quel vuoto amando a dismisura.
E poi la sua vita adulta, quando la malattia l’aveva aggredita esigendo rispetto. Il pensiero scava senza pietà anche nella verità del presente, fatto di un confronto serrato tra la Cecilia fisica che si mostra inevitabilmente allo sguardo altrui e la Cecilia intima che non riconosce l’altra, la detesta, la evita e intanto nasconde quello che per lei è fisicamente inaccettabile e impossibile da accantonare.

Il malcapitato barbone la ignora e tace ogni volta che lei arriva, ma non ce la fa a farsi del tutto sordo e allora ascolta, dentro di sé si irrita, si scandalizza e la detesta perché quel blaterare fa riemergere il ricordo del suo passato in tutta la sua pochezza. E anche la vitalità dimenticata.

Quando Cecilia sta per abbandonarlo al suo silenzio, diventato per lei insostenibile, lui, terrorizzato al pensiero di una solitudine che non somiglierebbe più a quella di prima, la ferma e le parla.

Da allora inizierà il vero delicato scambio tra i due, che non porterà risposte definitive agli interrogativi esistenziali di lei, ma allevierà il peso dell’angoscia, renderà possibile la convivenza con il pensiero killer e tutti gli altri da lui trascinati alla ribalta e renderà sempre più intenso il rapporto tra loro.

L’arrivo della brutta stagione li separerà forzatamente in attesa della nuova primavera. Che potrebbe essere nuova anche per entrambi.

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Itinerari di Lettura

Autore: Itinerari di Lettura

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