Il silenzio del mare, Vercors

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Il silenzio del mare

Il silenzio del mare

L’ufficiale tedesco Werner Von Ebrennac viene mandato ad alloggiare in un piccolo paese presso la casa di due Francesi, uno zio e la sua giovane nipote. Siamo nella Francia occupata dalle truppe naziste durante la seconda guerra mondiale. I due Francesi accolgono il militare con il silenzio. Sarà questa la loro resistenza nella regolarità delle loro vite. Lo zio legge, la nipote cuce davanti al focolare. Von Ebrennac lo capisce, quel silenzio. Parole e sguardi muti. Ogni sera, prima di andare a dormire, passa dal salotto. Quasi sempre avvia monologhi dove racconta la propria vita e spiega che l’uniforme è stata una promessa al padre patriota. Ancora, spiega di essere un musicista e di credere che Germania e Francia, attraverso la guerra necessaria, torneranno ad essere uniti nella cultura, avendo l’una prodotto grandi musicisti, l’altra grandi pensatori. Tutti i monologhi si concludono con l’augurio della buonanotte alle due presenze silenziose. Pur nel silenzio, questi finiscono per tradire vicinanza al tedesco. Lo aspettano ogni sera. Sarà di ritorno da un viaggio a Parigi che Von Ebbrenac cambia atteggiamento. In corpo ha la disperazione, è stato tradito dal suo stesso Paese che non vuole costruire alcuna grandezza con la Francia. La vuole solo distruggere. E lui, a sua volta, ha tradito i due Francesi. Ancora un monologo per dire la sua disperazione. Poi un addio che vuole risposta, questa volta.

Davvero un capolavoro questo breve racconto, tradotto in ventuno lingue. Ma bisogna entrare in quel silenzio. Il libro fu diffuso come libro clandestino già nel 1942, il generale De Gaulle lo usò per esortare i Francesi alla resistenza. La traduzione è di Natalia Ginzburg. Per noi Italiani fa davvero la differenza.

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Vita Marinelli

Autore: Vita Marinelli

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